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Giochi e sviluppo del bambino: l’importanza dello svago


Giochi e sviluppo del bambino: l'importanza dello svago

Ogni bambino ha bisogno del giusto momento giornaliero di divertimento attraverso giocattoli e giochi. Se nei primi anni, però, bastano i giochi individuali, con la materna cominciano ad essere necessari i giochi di gruppo con altri coetanei

Oltre al sonno, alla giusta alimentazione e al benessere, ciascun bambino deve passare molto del suo tempo anche giocando. Difatti, soprattutto dal primo anno di vita, ogni bimbo ha bisogno di svago e divertimento. Attività assolutamente indispensabile che lo sprona a conoscere e relazionarsi con il mondo attorno a sé. Sono difatti particolarità che non vanno dimenticate, perché il gioco permette di scoprire tutto ciò che circonda il piccolo, aiutandolo anche nella memoria, nell’apprendimento, scoprendo il mondo esterno per colori e forme, ed è anche un modo anche per spronare la fantasia. Il tutto attraverso giocattoli o peluche, giochi singolari per imparare tinte e fisionomie, assieme anche a giochi per imparare i nomi degli animali (e i loro versi). Si parla quindi anche di action figure, giocattoli interattivi che coinvolgono il disegno o arti visive, nonché strutture con costruzioni. Soprattutto, i migliori pediatri consigliano assolutamente di lasciarli interagire sia individualmente, con giocattoli singoli, sia tra coetanei. Spesso, infatti, possono essere coinvolti anche altri bambini, ma è dalla scuola materna, cioè dai 3 ai 6 anni, che il divertimento diventa più interattivo.

Giochi di gruppo
Dall’asilo in su, si inizia a giocare con i propri compagni, attraverso i giochi di gruppo. Con queste categorie di divertimento, ciascun infante impara a comunicare, inserirsi e interiorizzare le regole sociali. Vale a dire acquisisce le regole del comportamento nei confronti degli altri, nonché una sorta di rispetto molto lineare anche per i genitori. Su questo discorso, Wendy Russell e Stuart Lester, due ricercatori dell’Università del Gloucestershire in Inghilterra, in base ai loro studi, hanno affermato l’importanza del gioco ma soprattutto del ruolo genitoriale. Difatti, soprattutto nelle prime fasi di gioco, ogni genitore deve cercare di non essere invasivo, bensì lasciare al piccolo i suoi spazi.

Solo nel caso in cui il bambino chiede partecipazione è consentito prenderne parte. Altrimenti cosa può fare un genitore in questo frangente? Sicuramente può gestire il tempo di gioco, intervenendo in caso di poco o troppo poco svago, gestendo il suo tempo libero nella maniera migliore.

Ogni genitore può inoltre stimolare il piccolo con giochi che aiutano lo sviluppo cognitivo: logica, da tavola, giochi di società. Con l’obiettivo di spronarlo ad apprendere sempre più velocemente nel corso della crescita.

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