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Piccoli digitali crescono: quand’è giusto utilizzare i dispositivi


Piccoli digitali crescono: quand'è giusto utilizzare i dispositivi

Dall’utilizzo di tablet per giochi infantili interattivi, fino a computer per l’impiego sui social e videogiochi. In quanto genitore, si può limitare l’adopero di dispositivi tecnologici in base all’età e gestito con più controllo

Smartphone, computer e tablet per i più piccoli? È uno degli interrogativi dell’ultimo millennio, dove, con la diffusione di dispositivi elettronici, si è riusciti a “contagiare” (quasi) forzatamente anche chi ha scarso interesse per la tecnologia in sé per sé. Di questo forte ascendente, inoltre, ne hanno risentito anche i più piccoli. Sempre curiosi e intraprendenti, infatti, i bambini ad oggi dai 3 anni in su sono più portati ad utilizzare dispositivi con schermi. Soprattutto perché sono sempre più presenti giochi interattivi dedicati. Questo tende a scatenare opinioni discordanti sugli utilizzi e le loro conseguenze. Sicuramente un grande no, scaturisce dal far utilizzare tablet e schermi ad un’età inferiore ai 6 anni. Non solo è dannoso per la vista, ma soprattutto dovrebbero essere usati solo per meno di un’ora al giorno, dando anzi spazio a tutt’altre attività di gioco. Inglobare i più piccoli, infatti, in dispositivi o renderli quasi schiavi dei giochetti online è controproducente: seppur interattivi e che stimolano intelletto e logica, tali giochi tendono ad impoltronire il bambino e danno meno spazio all’interesse per le attività all’aperto o a per i libri.

L’approccio ai computer e social
Difatti, non è raro che, se abituati a giocare con uno schermo, i bambini perdono interesse a giocare con giochi non virtuali che siano puzzle, giocattoli veri e propri, giochi di società. Di male in peggio se i bambini crescono solo assieme ai dispositivi elettronici, passando da tablet giocattoli a computer e smartphone. Sicuramente, come ogni situazione può avere lati positivi: ad esempio l’impiego di computer è un buon modo per rendere i bambini più aggiornati e soprattutto stimolare le loro doti tecnologiche, ma in realtà può anche ritorcersi contro. Troppo tempo davanti ai videogiochi può portare un giovane a isolarsi e, soprattutto a prendere tutto con un certo distacco. Cambia di poco se si inserisce anche l’interazione sociale digitale.

Difatti, soprattutto per chi cresce con i pc, è inevitabile che si trovi a dover affrontare il mondo social, incappando, con la disattenzione dei genitori, anche in casi di ricatto digitale o di cyberbullismo. Tali situazioni si verificano molto spesso per i nuovi giovani, adolescenti e non, che, seppur molto perspicaci, possono non scoprire subito truffe o estorsioni, con il sorgere di problematiche psicosociali e individualistiche. Difatti, i social, possono diventare una rete tale da minare il carattere del più piccolo che potrebbe non riuscire più a trovare stimoli.

Naturalmente stiamo parlando di cause molto gravi e che, come qualunque esperienza, ha i suoi pro e contro. In questo caso, però, un buon genitore, deve sempre fare in modo di rendere tecnologia e attività di sviluppo, sempre equilibrate. Evitate, fin dove possibile, centellinando le esperienze tecnologiche almeno fino all’adolescenza, cercando di spronare il piccolo a fare moltissime attività anche in compagnia d’amici, ma lasciando al di fuori i dispositivi tecnologici.

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