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Tubercolosi a Treviso, genitori pronti a denunciare la scuola


Tubercolosi a Treviso, genitori pronti a denunciare la scuola

Con attualmente 36 infettati, tra ex studenti e conoscenti della maestra, l’epidemia è il focolaio più esteso d’Italia. Alcune mamme hanno deciso di contattare gli avvocati. I genitori chiedono il consulto di Enzo Raise

Contattati gli avvocati per valutare le responsabilità penali dei soggetti coinvolti e delle cause della diffusione epidemica. È così che, alcuni genitori degli alunni della scuola elementare di Motta di Livenza, in provincia di Treviso, hanno deciso di rivolgersi ad uno studio legale, al fine di vederci chiaro nel contagio di tubercolosi avvenuto nei giorni scorsi. Una settimana fa, precisamente il 5 marzo, è stata ufficializzata la notizia secondo cui una docente, portatrice latente del bacillo di Koch, abbia infettato alcuni suoi studenti. Inizialmente un solo alunno, poi sono arrivati ad otto in due classi e anche una collega. Da qui sono scattati i controlli. Dopodiché sono susseguiti casi negli uffici comunali e anche presso l’Usl 2 di Treviso.

In base a quanto riportato, sembra che la donna abbia contratto l’infezione circa 30 anni fa, rimanendo latente fino allo scorso anno. In totale, il numero attuale, è di 36 positivi ai test per Tbc, su mille persone passate al controllo. Tra queste, è incluso il personale scolastico, studenti ed ex studenti e anche contatti recenti e remoti della maestra. L’Istituto di Sanità ha confermato che quello di Motta è un focolaio molto esteso, che ha stabilito il triste record del focolaio più esteso del Paese.

Il consulto di Enzo Raise

La situazione è dunque molto articolata, proprio per questo i genitori hanno deciso di procedere per vie legali. Spiega l’avvocato Stefano Colledan: «Ci è stato chiesto di esaminare e capire la posizione di soggetti plurimi che possano essere coinvolti nella diffusione del focolaio epidemico e, in caso, abbiamo l’incarico di predisporre l’esposto e depositarlo alla Procura competente, quella di Treviso».

No denuncia

Non si parla di denuncia, ma un’esposto che riporteranno le notizie in base alle esposizioni. Saranno proprio le due mamme che hanno deciso di assumere gli avvocati a firmare i documenti che saranno depositati alla Procura di Treviso. Nel frattempo, una settantina di genitori, ha chiesto l’intervento del professor Enzo Raise, ex direttore del dipartimento di Malattie Infettive di Venezia.

I genitori

«Abbiamo chiesto il parere a un esperto estraneo all’Usl di Treviso perché vogliamo essere sicuri che l’azienda sanitaria ci abbia detto la verità, visto che nel primo incontro pubblico di metà marzo non sono stati precisi come è invece accaduto sabato scorso al palasport di Motta». Raise ha già esternato una prima opinione sull’accaduto: «Ci troviamo di fronte a un caso che poteva svilupparsi cent’anni fa in una persona italiana. Ma è accaduto ora perché nel 2018 o nel 2017, per colpa dell’alta carica batterica, l’insegnante ha determinato a sua insaputa la diffusione del bacillo tubercolare».

Infine, il luminare, non solo ha sottolineato l’ottimo lavoro svolto dalla Usl 2, ma ha anche confermato come il focolaio sia stato arginato e non dovrebbe più estendersi. Tuttavia, l’incontro tra genitori e il professor Raise, avverrà il 18 aprile.

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